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Gli acquisti della biblioteca civica col contributo straordinario 2020

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo – MiBACT – ha voluto sostenere le librerie e l’intera filiera dell’editoria durante l’emergenza sanitaria, mediante il decreto firmato il 4 giugno 2020 dal Ministro Dario Franceschini.
Il provvedimento prevedeva l’assegnazione di contributi per l’acquisto di libri da parte delle biblioteche dello Stato, delle Regioni, degli enti locali e degli istituti culturali, che così avrebbero potuto arricchire i propri cataloghi acquistando nuovi volumi in almeno tre librerie presenti sul proprio territorio.
La nostra biblioteca civica, seguendo le indicazioni del Sistema bibliotecario e del Responsabile di settore, ha presentato la domanda per usufruire del bonus.
Ad inizio ottobre ci è stato corrisposto puntualmente un bonus di 10 mila euro, con scadenza di utilizzo al 30 novembre.
Con una parte del bonus abbiamo acquistato, presso due piccole librerie monzesi, 104 libri per bambini e 75 libri per adulti (narrativa, saggistica, manualistica specializzata), che andranno ad arricchire in modo originale il patrimonio della biblioteca.
Si è deciso di destinare i fondi anche per l’acquisto di volumi già in parte presenti nel patrimonio librario della biblioteca, per completare un corpo documentario particolare: si tratta delle Appendici della Grande Enciclopedia Treccani.
L'occasione ci è sembrata unica per dotarci anche di altre opere Treccani di grande pregio, per molto tempo ambite e per le quali, negli anni scorsi, avremmo dovuto fare richieste di ingenti variazioni di bilancio, non evadibili per comprensibili altre urgenze.
Vagliata un'ampia proposta da parte di un agente della casa editrice Treccani e con la mediazione di una libreria di Vimercate, abbiamo scelto opere che costituiranno in primis un investimento culturale per la dotazione libraria della nostra biblioteca, e saranno una sicura base di approfondimento per studenti, lettori, ma anche per esperti che si occupano di specifiche conferenze e iniziative a tema.
Queste opere saranno disponibili alla sola consultazione in sede: per alcune di queste sarà necessaria l’assistenza degli operatori.
Di seguito le opere che sono state acquisite:
Indici 1929 – 2015 - Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti
X Appendice
Il Vocabolario Treccani: Il Nuovo Treccani/Grammatica/Thesaurus/Neologismi
I Papi. Da Pietro a Francesco
I Codici di Leonardo da Vinci:
- Il Codice Trivulziano
Il codice fu segnato da Francesco Melzi con la sigla F, successivamente cancellata e sostituita con una A. Il formato è di 207 x 145 mm ed è composto da cinquantacinque carte, mentre in origine ne contava sessantadue. Non si conoscono ancora con certezza i passaggi di proprietà di questo codice. Sicuramente fu di proprietà di Pompeo Leoni prima e di Galeazzo Arconati in seguito.
Il codice entrò ufficialmente nella Biblioteca Ambrosiana nel 1637, ma poi se ne perdono le tracce fino al 1750, anno in cui Galeazzo Caccia lo cedette al principe Carlo Trivulzio, come attestato da una nota dello stesso datata 3 gennaio 1784.
Nel 1935 il codice è passato, insieme all’intero fondo Trivulziano, nella Biblioteca del Castello Sforzesco di Milano.
Il Codice Trivulziano è uno dei manoscritti più antichi di Leonardo, compilato tra il 1487 e il 1490, nel momento in cui decise di dedicarsi allo studio del latino. Il manoscritto è caratterizzato da un vero e proprio lemmario di termini latini e volgari tratti da libri e repertori vari e disposti secondo un ordine casuale e non privo di ripetizioni.
- Il Codice sul volo
Diciotto fogli di carta ingiallita (212 x 152 mm), con una copertina in cartoncino rustico grigio ingiallito, compongono questo manoscritto con disegni e testi databili tra il 1503 e il 1506. All’epoca di Pompeo Leoni, nel XVII secolo, il codice era rilegato insieme al Manoscritto B, e così rimase fino a quando Guglielmo Libri, professore di matematica e storico della scienza, intorno alla metà del XIX secolo, riuscì, con il metodo del filo intriso di acido, a rubare l’intero codice per poi venderlo al conte Giacomo Manzoni di Lugo, i cui eredi lo cedettero a loro volta al principe russo Teodoro Sabachnikoff.
Il codice entrò a far parte della Biblioteca Reale di Torino dopo il 31 dicembre del 1893, giorno in cui Sabachnikoff lo donò al re d’Italia Umberto I.
Il codice torinese contiene principalmente annotazioni sul volo. Il codice presenta disegni a matita rossa in parte visibili, databili intorno al 1503; si tratta di studi botanici e anatomici. I disegni a penna, successivi, sono databili al 1505-1506 sulla base delle date indicate dallo stesso Leonardo in due diverse pagine del manoscritto.

Il Trivulziano è accompagnato da un volume di testo di 138 pagine, contenente la trascrizione diplomatica e critica curata dalla prof.ssa Anna Maria Brizio. Ogni opera è numerata a mano.
Il Volo è accompagnato da un volume di testo di 90 pagine contenente la trascrizione diplomatica e critica curata dal prof. Augusto Marinoni. Ogni opera è numerata a mano.

Raffaello
Di grande formato e raffinata qualità grafica, il volume si apre con un saggio di Vincenzo Farinella che introduce il lettore al percorso artistico di Raffaello. Il testo ripercorre la biografia del Maestro e l’evoluzione della sua arte attraverso le fonti e il confronto, ben documentato dalle immagini, con gli artisti a lui contemporanei. Ci si propone dunque di guidare il lettore in una sorta di viaggio alla riscoperta di questo grande artista, un genio sperimentale e modernissimo, attraverso un saggio critico sintetico e problematico – sia della vita che delle opere – accompagnato da un ricco corredo di immagini a colori, nonché da una sezione esclusivamente iconografica (Il percorso artistico) che illustra in maniera eccellente le opere più belle e conosciute. Nel catalogo ragionato delle opere sono contenute le novità attributive e cronologiche emerse in questi ultimi trent’anni di studi sull’artista. Infine viene fornita una ricca bibliografia aggiornata ai titoli più recenti, da cui è comunque possibile ricavare la vicenda pregressa, non escluse indicazioni relative a fonti e documenti cinquecenteschi utili alla ricostruzione del profilo biografico dell’artista.

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